Un flusso di 11 step manuali che solo il 12,5% degli utenti portava a termine. L'abbiamo sostituito con la sincronizzazione del profilo LinkedIn: Apify estrae i dati, l'utente rivede e conferma, e ora l'80% completa l'onboarding in meno di 37 secondi.
SeVedemo mette in contatto freelance digitali e aziende. Per semplificare iscrizione e manutenzione del profilo, abbiamo implementato una soluzione di sincronizzazione con LinkedIn.
Le registrazioni crescevano ed erano accompagnate dalle campagne di acquisizione: circa 3,50 € per utente registrato. Ma i profili completi no. Su 500 utenti registrati, solo il 12,5% arrivava in fondo all'onboarding: attivare e mostrare un profilo aveva un costo nascosto, di ~28 €. L'87,5% del budget rimaneva bloccato dentro un form.
Il primo passo era ricostruire il fannuel e individuare eventuali frizioni. Implementando posthog ed tracciando ogni evento per evento, sulla coorte dei 500 utenti registrati. Il problema non era il prodotto: era la barrira di ingresso.
11 step obbligatori da compilare manualmente e obbligatori. Competenze, ruolo, esperienze, formazione, bio, tariffa, lingue, foto, contatti: ogni schermata un form, ogni campo digitato da zero.
~15 minuti di tempo medio di completamento. Informazioni che l'utente aveva già scritto altrove, su LinkedIn o nel CV, che gli chieste di ricopiare a mano, senza alcun valore ricevuto in cambio.
Solo il 12,5% arrivava in fondo. Gli altri restavano con un profilo a metà: invisibili alle aziende, nessun valore ricevuto, nessun motivo per tornare.
Coorte di 500 utenti registrati, funnel instrumentato con PostHog prima dell'intervento.








Uno dei risultati più interessanti dell'analisi post implementazione le iscrizioni organiche: la piattaforma ha iniziato a portare utenti a cascata. Nei 60 giorni dopo il rilascio PostHog ha registrato uno spike del +38% di iscrizioni non legate alle campagne: profili completi che vengono trovati e condivisi portano altri professionisti, a costo zero.
L'idea è stata di ereditare il lavoro e il valore già creato dall'utente su LinkedIn: semplificando anche la manutenzione del profilo nel futuro. Come ?
Apify scraper, il lavoro sporco lo fa lui. Anzi loro. Uno scraper Apify più uno di fallback estraggono dal profilo pubblico LinkedIn esperienze, formazione, competenze, lingue e bio orchestrati da un service in cui dopo estrazione, un LLM mappa e categorizza il freelance, estrendone skills, esperienze e ricostruiendo il profilo in un formato coerente con la piattaforma. Il tutto in meno di 37 secondi.
Parsing, estrazione e mappatura in tempo reale. TanStack Query gestisce il polling estrazione ottimistico. Appena la skill sono pronte, l'utente vede il form precompilato, nel frattempo vengono estratte altre informazioni. Il flusso è asincrono e ottimizzato per la velocità: l'utente non aspetta mai.
Revisione, non compilazione. Il carico cognitivo dell'utente è ridotto al minimo: deve inserire solo le informazioni mancanti come tariffa oraria, il CV ed eventuali contatti e portfolio.
Mantenere il proprio profilo LinkedIn vuol dire mantener il profilo su SeVedemo. Un bottone, Aggiorna: ripete la sincronizzazione e propone le differenze da confermare ed in meno di 15 secondi e il profilo torna allineato alla realtà.
I profili sono disordinati: sezioni mancanti, formati imprevedibili, simpaticoni e artisti dei job title. La validazione andava ammorbidita: se qualcosa non si riesce a mappare, il campo resta vuoto ed viene ricostruito dal contesto generale dal LLM.
Il percorso manuale non è sparito: è diventato il fallback accompagnato dall'import dal CV.
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